Tia

Visualizzazione post con etichetta #anni 70. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta #anni 70. Mostra tutti i post

sabato 17 maggio 2025

Borsa e vita.

 Questo post era "seppellito" nel vecchio blog. datato 2017 vento è il titolo. 

https://goricapano.blogspot.com/search?q=vento

Riletto oggi mi ha impressionato una foto. Gli ho dato una rinfrescata e lo rimetto "in gioco"







E' arrivato con il vento, porta cambiamento.
Vittorio s'è palesato, l'amico sperato.
Intralligenti, defigenti, malpensanti. 
Quando si chiude una porta, si spalanca un portone, 
aumenta la reputazione, caccia la frustrazione.
Il messaggio è arrivato di maggio, il vento gli ha dato il passaggio.
Una, vado via, due, vai via.
Sono accoppiate le notizie scoppiate.
Dopo 5 anni di convivenza,
 non c'è più convenienza.
Anche il garagista va fuori pista.
ricomincio da tre, puntando su me.
Gli altri li parcheggio in soffitta,
 a fare da vedetta.
se avvistate i ladri, fate un fischio,
non posso permettermi un altro fiasco.
Il cambio è nello strumento,
non si combatte contro il tempo.
Via le opzioni, avanti col future,
le operazioni saranno più sicure.
perdita sempre inserita,
serve ad alleviare la ferita.
stop, sempre cento, commissioni dentro.
Con due non cambia la strategia,
Fibonacci da' energia.
il gioco è duro, li metto al muro.
se va bene l'operazione, è lo stipendio la consolazione.
Cinque mesi in pista
questo il tempo per la risposta.
da giugno a novembre il responso se sono degno.
le operazioni maggiori li postero' prima,
altrimenti come faccio a fare la rima.
Munitevi di carta e penna,
vediamo se ho munizioni in canna.



sabato 10 maggio 2025

Religione dei tempi nostri.

 Avete il papa nuovo, stanco della guerra, grida pace. E si che ne hanno fatte di guerre. Crociate.

Vederli nei loro riti, nei loro vestiti, penso ai  poveri, ferventi credenti. Siamo messi male.

Nel mondo c'è un problema enorme si va verso l'autodistruzione, mai un topo si sognerebbe di costruirsi una trappola. Noi lo abbiamo fatto e usata. Nel Mondo è stato calcolato che bastano 5.000 bombe a distruggere tutto il Creato. Se ne contano 15.000.  le restanti 10.000 bombe atomiche soldi buttati al vento, mentre intere popolazioni patiscono la fame. Siamo strani come umanità. I nostri padri hanno sperato in una società migliore + giusta. Dopo 100 anni siamo tornati al punto di partenza. "Mala tempora currunt sed peiora parantur". Mi viene in capa no una poesia recitata dal grande Gigi Proietti

Del genocidio di Gaza mi viene in capa no pensare che hitler non è mai morto, si è reincarnato in tanti piccoli cloni.

Provo a dire che il problema delle religioni è la religione stessa. l'ho scritto. Ma io sugnu nu ciucciu e ragghjiu.

Salute e felicità.

giovedì 24 aprile 2025

25 Aprile

 


25 Aprile

Per un latitante, le feste non esistono.

Ogni giorno è scandito da precauzioni, appuntamenti e la costante ricerca di un rifugio sicuro.

Ma il 25 aprile, per noi compagni, ha sempre avuto un significato speciale: il ricordo della Liberazione dal fascismo, il sacrificio dei Partigiani e dei Compagni che hanno lottato per un’Italia libera.

Quella mattina, però, non c’era spazio per celebrazioni.

Avevo un appuntamento con Ciccio, anche lui latitante, per verificare la via di fuga del nostro prossimo “lavoro.”

Salimmo sul 409, sedendoci in posti separati, io dietro di lui.

L’autobus era stranamente pieno, segno che non passava da un po’.

Gli chiesi se avesse un biglietto per me, ma mi rispose che aveva solo la sua tessera mensile.

“E poi, chi vuoi che venga a controllare oggi?

È il giorno della Liberazione,” disse con leggerezza.

Ma, come a voler smentire le sue parole, alla terza fermata salirono i controllori.

I nostri sguardi si incrociarono per un attimo, un’intesa silenziosa.

Ciccio, con il suo temperamento, non perse tempo.

Quando i controllori gli chiesero il biglietto, alzò la voce: “Non ce l’ho! Sbirri, anche oggi venite a rompere i coglioni!”

La tensione salì, e tutti i controllori si concentrarono su di lui.

Io, intanto, mi avvicinai alla porta, pronto a scendere alla fermata successiva.

L’autobus si fermò, ma uno dei controllori ordinò all’autista di non aprire le porte.

Ciccio, carico di rabbia, continuava a urlare frasi sconnesse.

Quando i controllori iniziarono a chiamare la centrale, lui mise le mani in tasca.

Il controllore più vicino fece un passo indietro, temendo il peggio.

Ma Ciccio tirò fuori la tessera mensile e gliela sbatté in faccia.

“Tiè, sbirro! Questa è la tessera.

E ricordati che mio nonno era un partigiano e ha combattuto per la Liberazione, anche la tua!”

La tessera era valida, e i controllori, confusi e imbarazzati, ordinarono finalmente di aprire le porte.

Scendemmo insieme, e appena fuori ci abbracciammo, ridendo della scena.

Con la coda dell’occhio, vidi i controllori che forse cominciavano a intuire che quell’incidente non era stato casuale.

Ma ormai era troppo tardi.

Se avessimo preparato quella scena, difficilmente sarebbe venuta così bene.